La Storia

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130 ANNI DI STORIA COOPERATIVA

130 anni è un traguardo invidiabile, da ricordare.

Non sono molti gli enti, le associazioni, o altri soggetti che possono vantare una vita così lunga e la nostra Lega delle cooperative, oggi Legacoop, è una di queste.

In effetti ha già traguardato i 130 anni di vita, essendo nata nel 1886 a Milano, 131 anni fa, per dare una rappresentanza agli interessi, ai bisogni, agli ideali del nascente movimento cooperativo italiano.

Un sentimento, quello della cooperazione, che aveva già attecchito anche nella nostra montagna, terra dove la cooperazione ha avuto e ha, un ruolo di primo piano; un territorio in cui le imprese cooperative si sono intrecciate strettamente con la vita di donne e uomini, tanto da poter far dire che la vita stessa delle persone è stata marcata, quasi sempre, dalle vicende del Movimento Cooperativo.

Vorremmo parlare del cammino del fenomeno cooperativo, di quello strumento che ha permesso alla nostra gente, ai nostri progenitori, di accedere all’esperienza dell’impresa e di elevare il proprio stato sociale.

È anche per questa ragione che, nel riflettere su come celebrare i primi 131 anni di vita di Legacoop e della cooperazione sul Monte Amiata, poco più di un anno fa, il 26 novembre dell’anno scorso, in questa stessa sala, nel corso della Consulta dei soci dell’Unione Amiatina, decidemmo di proporre eventi che potessero essere di aiuto a un territorio in difficoltà, come è oggi l’Amiata, rifuggendo così dal percorso, di certo più semplice, ma meno produttivo, di un’autocelebrazione vissuta tutta all’interno del mondo della cooperazione.

Al contrario abbiamo voluto invece aprirci al mondo esterno.

Amiata in cammino, la denominazione scelta per queste iniziative, è indice e testimone di questa volontà, racchiudendo in sé la coscienza e la necessità di ricordare sempre il sentiero tracciato in questi 131 anni, coniugandolo alla determinazione di voler continuare in questo percorso in compagnia di tutta la società amiatina e offrendo altresì un’occasione per stimolare ed essere di aiuto a un processo di ricrescita e di riscoperta di quelle peculiarità e opportunità che il territorio ha insite in sé.

Il primo evento al quale abbiamo inteso dare vita è stato quello della promozione di un concorso letterario per il racconto breve e la poesia.

Una scelta che può apparire a prima vista singolare, anomala per delle aziende cooperative, ma che ha portato alla luce, attraverso i racconti e le poesie dei partecipanti, angolazioni, storie e sfaccettature inedite del nostro territorio.

I racconti e le poesie sono stati poi raccolti in un’antologia, edita da Effigi, dalla cui pagine emerge un affresco dell’Amiata come mai è stato tentato, un quadro del quale scaturiscono, colori, suoni, profumi, saperi e sapori, tradizioni e storia.

Un omaggio all’Amiata e una piccola prima tessera di quel mosaico “della riscoperta e della rinascita” che tutti insieme dobbiamo sentirci impegnati a costruire.

Quella del premio letterario è una iniziativa che è poi andata a braccetto con La passeggiata lungo le antiche strade dei minatori, che il 1° di ottobre ci ha portato lungo i sentieri, i tratturi e le mulattiere, sulle orme di quei minatori che per primi istillarono il seme della cooperazione sul Monte Amiata, utilizzando argomenti e parole probabilmente molto simili a quelle pronunciate a inizio mattinata da Stefano Lucarelli, che credo abbiano trasmesso tanta emozione in tutti noi.

Tutta la storia di questi 131 anni, dal sogno di David Lazzaretti, alla prima Società Operaia di Mutuo Soccorso che vide la luce a Castell’Azzara nel 1886, passando per le cooperative del dopoguerra per arrivare alle cooperative forestali degli anni Settanta e alla cooperazione odierna, quella che tutti i giorni abbiamo sotto gli occhi, è stata poi raccolta e racchiusa in un volume dal titolo “Amiata in Cammino”.

Un lavoro di ricerca, dal quale emerge con forza la nostra storia, una storia fatta di mani che si stringono, di ideali e lotte, di solidarietà e partecipazione e anche di qualche sconfitta e di qualche sogno infranto.

Un regalo, questo, che abbiamo voluto farci, ma che è anche dettato dalla necessità di fissare su carta il nostro passato, per raccontare attraverso la parola scritta questi 130 anni di cammino, per ricordare chi siamo e da dove veniamo, ma soprattutto per guardare al domani e immaginare il futuro.

Il lavoro svolto non deve essere però solo una bella rievocazione del passato e della storia di cui siamo orgogliosi, ma anche un momento per guardare avanti, in cui provare ad immaginare il futuro dell’Amiata, di quel territorio compreso tra i fiumi Orcia, Fiora e Paglia, fisicamente unito ma politicamente diviso, che avrebbe invece tanto bisogno di ritrovare unità di intenti e strategie comuni.

Oggi più che mai credo ci sia infatti bisogno di ripensare le politiche territoriali nel segno di una ritrovata e rinnovata unità, prendendo spunto da quanti ci hanno lasciato i nostri avi.

Non è quindi un caso se sono coinvolti in questo cammino non solo i cooperatori e le loro aziende, ma anche gli amministratori, i sindaci dell’Amiata, le associazioni di categoria e sindacati, il mondo della cultura e dell’università, per rinsaldare le trame di un dialogo che va obbligatoriamente rinsaldato.

Per chiudere usiamo le parole a un padre nobile della nostra terra, Ernesto Balducci, nato proprio nel comune che ospita la sede della nostra cooperativa, e che già trent’anni fa, parlando del futuro dell’Amiata sosteneva:

«Il futuro della mia Montagna sta nella ricerca di una congiunzione […] tra le nuove possibilità liberatrici della tecnica e l’antica saggezza del vivere, soffrire e gioire insieme. […] Non so per quali vie, non so con quali mezzi, ma so che la strada è questa».