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A Oggi sono state finanziate 25 borse di studio per altrettanti giovani ricercatori che possono in questo modo proseguire il loro lavoro in Italia.

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La Nostra Storia

I PRIMI PASSI DELLA COOPERAZIONE DI CONSUMO


Il capitolo della cooperazione di consumo sull’Amiata tra fine ’800 e gli inizi del ’900, è molto vasto. Il tessuto sociale da questo punto di vista è rigoglioso e spinge al compimento di un passo in avanti decisivo, che conduce le cooperative ad orientarsi anche verso la produzione di beni e la creazione di lavoro. In altre parole, a chiudere il cerchio, completando un percorso partito dall’originaria urgenza di rispondere al bisogno di assistenza (con le società di mutuo soccorso); passato attraverso la necessità di garantire potere d’acquisto e una sopravvivenza dignitosa ai propri associati in un periodo un cui il fenomeno della sottoalimentazione aveva assunto proporzioni non trascurabili, fino ad arrivare alla piena emancipazione, nel lavoro e con il lavoro, da chi esercita il potere economico e la leva del ricatto per garantirsi, ai danni delle masse, privilegi e posizioni dominanti nella società.

 

“In questo nuovo contesto l’esperienza cooperativa comincia a prender piede e a mettere radici più robuste, in grado di garantire esperienze durature e continuative. Rispetto al recente passato le nuove cooperative non hanno come unica fi nalità la cooperazione di consumo ma anche la produzione e il lavoro. Questo rappresenta un passaggio importante che denota la crescita culturale e politica della realtà locale in quanto lievitano gli obiettivi e le ambizioni della cooperazione che si pone in una prospettiva più complessa: lo strumento della solidarietà e della cooperazione può non solo fornire risposte al contenimento dei prezzi e alla difesa del potere d’acquisto del salario, ma può prospetticamente porsi come soggetto in grado di prefi gurare una società solidale che cerca il lavoro per i propri soci e di operare per collocarne la produzione e la professionalità, per dare risposte diverse e concrete ai bisogni crescenti delle grandi masse di lavoratori e di disoccupati”

(Mambrini, Niccolai, Papalini in Un secolo di Storia Sociale, edito da Coop Unione Amiatina, anno 2000).

TRA LE DUE GUERRE, LA RESISTENZA E IL RILANCIO DEL MOVIMENTO


Da Castell’Azzara a Bagnore, da Abbadia a Castel del Piano ma anche in realtà minori come Capannelle e Grappolini, nascono e si radicano soggetti forti che portano come comune denominatore un elemento di partecipazione popolare straordinaria. È la Democrazia, in senso lato, che comincia ad esprimersi in modi e in luoghi inediti: non ancora pienamente nei parlamenti, ma dal basso, tra gli ultimi, nei posti di lavoro. Una sorta di sperimentazione che subisce però una brusca frenata con l’avvento del Fascismo, che in linea con la sua natura autoritaria e totalitaria reprime ogni forma di socialismo politico e sindacale, quindi anche produttivo, privilegiando rapporti improntanti sul corporativismo, sul tamponamento dei confl itti di classe a vantaggio dei poteri economici costituiti, sulla netta separazione tra padrone e lavoratore, annullando così le velleità dei lavoratori di essere padroni di se stessi.

 

La durezza del ventennio limita di molto le capacità operative del movimento cooperativo, nonché la sua opera di costruzione di diversi e più equi rapporti economici. Le distruzioni del secondo confl itto mondiale, comprese le rappresaglie che hanno come obiettivo specifi co le sedi cooperative, fanno il resto. Cumuli di macerie materiali e sociali tracciano lo scenario postbellico che, tuttavia, vede le cooperative miracolosamente sopravvissute tentare la ripresa delle attività, mentre da altre parti si cerca con ostinazione la riorganizzazione del corpo sociale e la rifondazione. Come un fuoco non sopito sotto la cenere, dopo il ’45 la cooperazione amiatina riprende quindi vigore dando al contempo segnali di una decisa diversifi cazione settoriale che troverà compimento nei decenni successivi con la nascita dei comparti agricolo-forestale, dei servizi ecc...

 

Gli anni ’50 restano, in ogni caso, particolarmente duri soprattutto per la cooperazione di consumo, che risente più direttamente della ridotta capacità di spesa della popolazione, la quale fa i conti con problemi seri di occupazione, con una “macchina” della ricostruzione postbellica non ancora del tutto a regime e, nel nostro territorio più specifi camente, con crisi frequenti del complesso minerario. È questo, di contro, anche il periodo in cui l’Amiata comincia un processo di progressiva deruralizzazione con il passaggio da un’economia prevalentemente agricola, ad una permeata da elementi industriali, artigianali e del terziario, grazie ai quali il territorio non sarà estraneo ai benefi ci del boom economico degli anni Sessanta e Settanta in Italia.

 


L’UNIONE AMIATINA COOP DI CONSUMO


Anche per la cooperazione di consumo arriva pertanto il momento di ragionarne di espansione, dimensioni competitive per precorrere e raccogliere al meglio le opportunità che si sarebbero paventante:

 

“Al mutare delle condizioni economiche e sociali la cooperazione di consumo amiatina rispose con la formazione di una struttura che puntava a superare l’angustia delle dimensioni locali, ponendo le basi per la defi nizione di un complesso aziendale in grado di misurasi con le nuove sfi de della distribuzione e della commercializzazione. Dopo la Liberazione si era formato un fi tto reticolo di cooperative autonome che interessavano gran parte del territorio, ma che rimanevano chiuse nel proprio ambiente. Ogni struttura provvedeva da sola all’approvvigionamento di prodotti rivolgendosi a diversi distributori”.

(Mambrini, Niccolai, Papalini in Un secolo di Storia Sociale, edito da Coop Unione Amiatina, anno 2000).

 

Ciò cominciava a rendere diffi cile il compito dei provveditori (coloro che si occupavano per la cooperativa di interloquire con le banconiste circa i generi mancanti nel negozio) anche in considerazione di un atteggiamento ostile che andavano assumendo i fornitori verso le cooperative. Lo strumento per superare tali diffi coltà fu la creazione del magazzino delle cooperative di Grosseto, ovvero di una centrale unica di acquisto che garantisse maggiore economicità e qualità della distribuzione. Vi aderirono subito alcune cooperative del territorio che al contempo costituirono (era il 22 maggio 1960) l’Unione Amiatina Cooperative di Consumo, con l’intento di creare un interlocutore unico di zona per l’approvvigionamento. Era, nella sostanza, l’embrione dell’Unione Amiatina vera e propria, che vide la luce formalmente il 6 agosto 1961, tramite la fusione per incorporazione delle cooperative di consumo operanti sul territorio. Del nucleo iniziale facevano parte le cooperative di Bagnore, Castell’Azzara, Bagnoli, Bagnolo e Castel del Piano. Seguirono Santa Fiora e Arcidosso, incorporata nel 1966.

 

 

NEL RECENTE


Sono gli anni del boom economico che favoriscono il posizionamento dell’Unione Amiatina nel mercato dei consumi locale e allo stesso tempo creano quelle “difese immunitarie” che le consentiranno di far fronte, negli anni subito seguenti, sia ai problemi rifl essi dalla situazione economia generale, sia più specifi ci delle crisi ricorrenti del comparto minerario. Problemi che affronta con grande energia, ponendosi sempre obiettivi di espansione, diversifi cazione e allargamento. Una svolta, in questo senso, avviene proprio all’indomani della chiusura delle miniere, in piena fase recessiva e di progettazione degli interventi di riconversione, attraverso la fusione per incorporazione con la cooperativa Monte Amiata di Abbadia San Salvatore avvenuta nel 1981. Si trattò di un’operazione che consentì all’azienda di completare il suo abbraccio all’Amiata e anche di iniziare il suo sconfi namento verso la Val d’Orcia, poiché facevano capo alla cooperativa badenga, oltre ai punti vendita di Saragiolo e di Piancastagnaio, quello di Vivo d’Orcia.

 

Nell’82, inoltre, viene incorporata la cooperativa di Castiglion d’Orcia. I processi d’incorporamento rappresentarono in questa fase l’ancora di salvataggio per molte realtà del territorio, affl itte da immobilismo strategico e continue perdite di bilancio. Negli stessi anni Coop Amiatina avvia un’impegnativa fase d’innovazione delle modalità operative e d’investimenti per l’allargamento/ristrutturazione degli spazi esistenti ma anche per la realizzazione di nuovi e moderni punti vendita nei comuni del comprensorio che ne erano sprovvisti. Ciò determinò, già nel breve periodo, una notevole impennata degli introiti e dei posti di lavoro.

 

Tra il ’90 e il ’99 gli effetti furono nuovi e consistenti investimenti, non solo a fini economici ma anche, nel rispetto dello statuto, per finanziare azioni di solidarietà e crescita del stessuto sociale locale. Le date da ricordare sono il 1994, con l’apertura del punto vendita a Pienza e il 1997 anno della discesa verso la valle del Fiora, con l’acquisizione dall’Unicoop Orbetello dei punti vendita di Pitigliano e Manciano. Nel 2005 l'apertura di Castelnuovo Berardenga, nuovo punto vendita dove era presente una cooperativa monospaccio, il riposizionamento su Castiglione d'Orcia ed Abbadia San Salvatore e l'apertura di un supermercato a Canino, territorio dove Coop non è presente, portano la Coop Amiatina alla struttura che conosciamo oggi: 15 punti vendita, innovazione tecnologica e organizzativa, trend crescente dei soci (sono oltre 20mila) e delle vendite, che hanno raggiunto quota di 40 milioni (erano 20 milioni 10 anni fa).

E ancora: grande attenzione alle piccole comunità, ai prodotti locali, al dimensionamento dei punti vendita in base alle differenti caratteristiche del contesto e, soprattutto, alle iniziative per i soci e la solidarietà. Ciò ha permesso l’adozione di politiche di abbattimento dei prezzi e difesa del potere di acquisto, ma anche un costante radicamento sul territorio tramite il lavoro delle sezioni soci, piuttosto che le iniziative di educazione alimentare e al consumo promosse nelle scuole, la sponsorizzazione di centinaia di manifestazioni ed eventi, la solidarietà internazionale e il sostegno all’associazionismo locale.

 

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